Italian English French German Spanish

Santuario Madonna della Milicia

All'ingresso del paese sul Belvedere, il Santuario della "Madonna della Milicia", è il riferimento principale di Altavilla. La costruzione, a croce latina, è in stile ottocentesco. Da segnalare alcune statue di notevole pregio, specie quella di S. Francesco di Paola opera del Bagnasco, che è anche l'autore delle quattro tele: Battesimo di Gesù, Resurrezione di Lazzaro, Sacrificio di Abramo, Ultima Cena. Interessante il Crocifisso, restaurato dal De Simone che, purtroppo, ha fatto perdere lo stile originario. Si tratta infatti di un crocifisso in stile bizantino, portato nel Santuario attuale, dalla Chiesa di S. Maria di Campogrosso. Anche se da circa 300 anni il luogo di culto Mariano della Sicilia Occidentale è il Santuario di Altavilla Milicia, l’atto ufficiale di elevazione è stato emanato con apposito Decreto dal Card. Salvatore De Giorgi Arcivescovo di Palermo in data 31 maggio 2004.
All'interno del Santuario ammiriamo le quattro tele del Bagnasco, che raffigurano i quatto Evangelisti, e la "Cupola di Luce" opera dell'artista siciliano Totò Bonanno eseguita con la tecnica dell'affresca, che raffigura la Pentecoste.
La perla del Santuario è il quadro della Madonna, del XIV° secolo, probabilmente a scuola giottesca. Si tratta di un dipinto su legno, che è tornato agli antichi splendori dopo il restauro portato a termine il 30/4/1990.
Il quadro viene restaurato perchè deteriorato nel supporto ligneo e nella parte pittorica. Precedentemente il dipinto aveva subito grossolani interventi di restauro e uno di questi aveva coperto la figura del committente posta tra S. Francesco e la Madonna. Nella prima metà dell'800, la figura della Madonna fu ricoperta da una rizza d'argento che la rese simile alla Madonna di Loreto. Della stessa epoca sono le mani, l'aureola, la corona e il cintolo d'argento di S. Francesco.
Il restauro del '90 riconduce l'opera alla sua originaria compostezza e lascia trasparire un'artista di cultura toscana, attento alle tematiche giottesche e la cui attività è da porre entro la seconda metà del XIV secolo. La pittura, realizzata con la tecnica della tempera all'uovo, raffigura una Madonna incoronata in trono con Gesù Bambino in piedi sulle sue ginocchia, che tiene nella mano sinistra un plico.
S. Francesco, invece, con la mano destra indica una figura (committente), inginocchiata ai suoi piedi in atteggiamento di preghiera. La tavola misura cm. 76,5x101,5. La superficie di fondo presenta una struttura geometrica secondo intrecci romboidali, con forme circolari all'interno di ogni rombo. Il tutto si completa, in basso, con una sorta di vegetazione.
IL QUADRO.
Una volta di legno, rappresenta una Madonna seduta in trono con corona dorata in testa, con il Bambino Gesù in piedi sulle ginocchia e che tende la mano verso S. Francesco che, in piedi, mostra qualcosa verso di Lui. Ai piedi tra S. Francesco e la Madonna c’è una figura di penitente inginocchiato che prega. S. Francesco stende la sua mano destra sul capo del penitente. La composizione delle figure ed i materiali dei colori pongono il dipinto verso la fine del 1300 di scuola giottesca. Questa l’attuale composizione del Quadro. Forse fino al 1853 era ancora tale, ma talmente deteriorato dal tempo, dai fumi dei ceri accesi davanti ad esso, da non vedersi più niente, tranne i visi della Madonna, del Bambino e S. Francesco, anche se anneriti dalla fuliggine. Allora, sia per la devozione, sia per farle assumere più importanza  (somiglianza col viso nero della Madonna di Loreto) fu applicata alla Madonna una veste (“rizza”) d’argento dorato sbalzato con disegni ornamentali, a forma d’imbuto, una corona regale in testa. La figura della Madonna in piedi.  Anche il Bambino Gesù fu rivestito d’argento liscio e S. Francesco ebbe un’aureola, il cordone e le mani d’argento. Le fu attribuito il titolo di Madonna di Loreto, arrecando un danno immenso all’originalità del manufatto. Nel 1990, in seguito al progressivo deterioramento del Quadro, si rese necessario un restauro attento e delicato. Accurati esami radiografici hanno fatto riemergere l’attuale figura dei suoi componenti che sono tornati a risplendere nella loro originaria bellezza e preziosità per opera del M° A. Pedone e della sua equipe. Ora ritorna ad essere: Madonna della Milicia. Ma, come giunse il Quadro ad Altavilla? Leggenda e storia s’intrecciano, completandosi a vicenda.  La leggenda, comune alla storia di tanti Santuari, narra che: “In un giorno imprecisato, prima del 600, i pochi abitatori della Milicia videro veleggiare verso Palermo una nave che stentava a superare Capo Zafferano; quindi girare la prua verso terra e chiamare gente. Accorsi alla spiaggia alcuni milicioti, fu loro offerta la Sacra Immagine. Seppero dai corsari-si trattava difatti di nave corsara-che l’avevano tenuta come coperchio; credevano che a causa di essa, non avevano potuto avanzare verso Palermo, e invece di buttarla in mare- come prima avevano pensato-la cedevano-essi maomettani-in mani cristiane. Felici del prezioso acquisto, portarono in trionfo, su un carro trainato da buoi, giusto l’uso di quei tempi, la sacra immagine sulla collinetta da essi abitata. E’ un racconto su uno schema letterario unico, molto diffuso in Italia tra il 1600 e 1700.
LA STORIA. 
Come i pirati ebbero questo quadro? Lo avevano rapinato alla Chiesa di Santa Maria in Capogrosso , nei pressi della Milicia e poi restituito? Forse. A questo punto la leggenda si mescola con la storia. Siamo nel 1636. I pirati effettuarono un’incursione nel territorio della Milicia, oltraggiano il Quadro nella notte tra il 14 e il 15 luglio del 1636. A Palermo si celebrava il Festino di S. Rosalia: la Santuzza che aveva liberato la città dalla terribile peste del 1624. A causa dell’incursione dei pirati, quell’anno 1636 s’interruppero i festeggiamenti di S. Rosalia e la Milizia mosse sulla Milicia, costringendo al ritiro i pirati. Si constatò, in seguito, che i pirati avevano reso oltraggio al Quadro e della Madonna della Milicia, colpendo il retro con dei colpi d’accetta. La notizia di questi fatti si diffuse presto a Palermo, per cui, sia per riparare l’oltraggio fatto alla Madonna, sia per ringraziarLa di aver liberato la città dall’incursione dei pirati, si diffuse tra i palermitani una grande devozione alla Madonna della Milicia. Come la “Santuzza” nel 1624 aveva liberato Palermo dalla peste, così ora la Madonna della Milicia aveva liberato la città dagli attacchi dei pirati. Ancora oggi vive la tradizione che il Quadro della Madonna, prima di rientrare nel Santuario al termine della processione dell’8 Settembre, deve sostare nel belvedere con la faccia rivolta verso Palermo, perché ancora oggi, la Madonna della Milicia deve proteggere e benedire la città. Il Quadro della Madonna costituisce il più grande monumento e tesoro di Altavilla e da qui, come da una sorgente inesauribile elargisce continuamente grazie e miracoli, che per lo più sono invisibili perché appartengono allo spirito di tutti coloro-figli suoi-che La vengono a trovare anche da altri continenti.


VAI AL SITO DEL SANTUARIO

 

 

 

 



GALLERY

 

 

 

 



Condividi

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to StumbleuponSubmit to TechnoratiSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Contattaci

Welcome Altavilla

via Loreto 74 

90010 Altavilla Milicia (Pa)

+39 091951737

info@welcomealtavilla.it

Seguici anche su:

facebooktwitteryoutube